Il Fai Da Te è sempre il guadagno migliore.


Ciao a tutti.
ho postato l’ultimo articolo, sulla

pastorizzazione del composto per far desistere e spiegare un’attimo, a che livelli di conoscenza si arriva quando si ha a che fare con un’impianto Aziendale di preparazione composto e coltivazione di funghi.

Tengo a precisare che lo scorso articolo lo ha scritto mio padre Raoul  (era da tanto che glielo avevo chiesto e ce l’avevo nel cassetto)

Aall’epoca glielo chiesi per far capire ad alcune
persone quanto non fosse semplice entrare nel mondo dei funghi
investendo poi tanti soldi in serre ed impianti con umidificatori etc. etc.
e senza avere molta esperienza nel settore, io che sono una persona che preferisce il Fai da te, ho cercato di
sconsigliarli anche perchè non se ne intendevano di coltivazione di funghi, solo un poco di pastorizzazione.
Allora ecco questo articolo, per far capire a livello aziendale cosa significa
farsi composto,  funghi e venderli. Non è per niente semplice,

e perchè no prendo spunto per scrivere la mia
prima esperienza diretta da responsabile, quando a 17 anni mio padre mi ha spedito a Parigi a prendere
in mano un’azienda di funghi, così, dalla sera al mattino mi sono trovato
responsabile di un’azienda, esperienza per
niente facile, sopratutto quando c’erano in ballo centinaia di migliaia di franchi e questo all’epoca nel 1981 erano una montagna di soldi!! :o

Ciao Rik.

PRATAIOLO: FORMULE SUBSTRATO – SOSTANZA ORGANICA – PASTORIZZAZIONE


Quanto segue è un articolo che riassume il modo di lavorare negli anni con la premassa e il composto, etc. E’ un articolo molto interessante e che ha un valore non indifferente.

PRATAIOLO : AGARICUS BISPORUS. PARLIAMO DELL’IMPORTANZA DEI CONTENUTI DELL’UMIDITA’ DEL SUBSTRATO, PASTORIZZAZIONE, SOSTANZA ORGANICA, CALI DI LAVORAZIONE, FORMULE PER LA PREPARAZIONE DEL SUBSTRATO.
Quanto segue è frutto di anni d’esperienze nel preparare substrato per i prataioli negli anni 70/80, e sono concetti ancora validi ed importanti perché non tutti, nel mondo, preparano o possono permettersi di preparare l’indoor compost. Alcuni passaggi sono importanti per capire come funzionano i meccanismi biologici.
Dopo alcuni giorni di premassa, il substrato viene messo in stiva per permettere il proseguimento delle trasformazioni necessarie all’ottenimento di un certo tipo di selettività.
La composizione chimica della sostanza secca nel composto, ha grande influenza nel regolare l’attività dei microrganismi. La percentuale di cellulosa cala in funzione dell’attività dei microrganismi e, la sua quantità è responsabile della struttura del substrato. A parte la composizione del substrato, l’attività della microflora è determinata dall’aria, dall’acqua, dalla quantità di sostanza secca e, specialmente dalla quantità di acqua addizionata al substrato.
Se la massa di substrato è molto bagnata ed ha più del 76% di umidità, nella stiva abbiamo un debole apporto di ossigeno. La temperatura si innalza adagio e questo, chiaramente, perché l’attività dei microrganismi parte lentamente e perché molta più acqua, presente nella stiva, deve essere riscaldata. Ciò nonostante, la temperatura massima raggiunta è un pò più alta di quella che si raggiunge nei cumuli asciutti.
La ragione di questo è che, con la più debole ventilazione dei cumuli bagnati, il calore prodotto, è rimosso in tempi meno rapidi. In seguito a percentuali elevate di umidità nella stiva, potremmo trovarci di fronte ad elevate concentrazioni di anidride carbonica e quindi, a condizioni fortemente anaerobiche le quali, possono intaccare la qualità della sostanza organica. Contenuti di umidità nella stiva del 70-72% rappresentano condizioni aerobiche ( 5-20% di ossigeno ) e microaerobiche ( 0-5% ) nella maggior parte della massa, ottimali per il compostaggio.
Umidità inferiori al 68% fanno si che le masse siano fortemente aerate con aria fredda che proviene dall’esterno. In questo modo, molto del calore prodotto se ne va e le temperature non saliranno a livelli molto alti ma, decresceranno rapidamente dopo aver raggiunto il loro massimo.

La concentrazione di ossigeno nella massa ha indubbiamente una grande influenza sulla liberazione e sulla concentrazione dell’ammoniaca ed, in questo modo, sull’intero processo di ammonificazione. (vedi” Indoor compost” con tunnel che insufflano aria attraverso il pavimento). Esso è molto importante è quindi bisogna fare molta attenzione a questo processo, particolarmente in relazione alle differenti condizioni climatiche nella pila del composto.

Il contenuto di umidità del letame fresco ed il contenuto di umidità raggiunto al riempimento ( della stanza di pastorizzazione), danno la quantità di acqua addizionata durante il compostaggio.
La percentuale di acqua influenza grandemente la quantità di composto che può essere fatto con una tonnellata di letame fresco di cavallo. Con aggiunte di 90 kg. di sostanza secca ( pollina, urea, gesso ) per tonnellata di letame fresco, si è potuto constatare a fine fermentazione, mediamente un calo del 35% della sostanza secca ed un 35% della totale quantità di acqua ( ci si riferisce all’insieme di quella presente nel letame più quella addizionata ).

Pastorizzando in cella ( non nel tunnel in massa ), nei letti o nei cassoni , si è constatato come l’altezza dello strato ha una chiara influenza sull’essicazione del composto.
Con un tenore medio di umidità del composto del 72% ed usando 100 kg. di substrato per mq., ciò che significa 28 kg. di sostanza secca per mq., il calo medio della sostanza secca, in pastorizzazione, è del 17,5% ovvero 5 kg. a mq. ( ossia di 28 kg. di sostanza secca, ne rimangono 23 kg. ), mentre il calo medio dell’acqua è di litri 22,5 per mq.
Si è pure constatato che, se per qualsiasi ragione diminuisce il calo della sostanza secca, diminuisce pure quello dell’evaporazione dell’acqua e, se c’è maggior calo di sostanza secca, aumenta pure l’evaporazione.

Se fissiamo il tempo medio della pastorizzazione in 10 giorni ( 240 ore ) e supponiamo che il calo della sostanza secca sia causato esclusivamente dalla combustione degli zuccheri, allora abbiamo una produzione media di calorie pari a 78 Kcal/mq./ora ed una evaporazione di circa 100 cc/mq./ora. Per evaporare questi 100 cc. Di acqua occorrono 60 kcal. Così circa il 75% del calore generato per combustione della sostanza secca tramite la microflora, è usato per l’evaporazione, mentre il rimanente calore causa l’aumento della temperatura nel substrato.

Un composto bagnato contiene più acqua e subisce un maggior calo della sostanza secca rispetto ad uno asciutto. L’umidità al riempimento della stanza di pastorizzazione, determina, in un certo senso, quella che ci ritroveremo alla semina.
E’ ovvio che l’umidità al 75% di un composto, cali di un 4%, quella al 70% di circa un 6% e quella al 65% di un 8%, poiché la maggior parte dell’evaporazione calda necessaria, è ottenuta attraverso il composto medesimo mediante la combustione della sostanza secca. E’ molto difficile in un composto bagnato ottenere, attraverso un intervento esterno, un maggior calo dell’umidità, maggiore di quello che può avvenire naturalmente.
Un composto che è troppo bagnato, rimane bagnato anche se si usa del calore o della ventilazione esterna. Un composto che è troppo asciutto può essere migliorato se si addiziona in tempo, al riempimento o subito dopo La pastorizzazione, una appropriata quantità di acqua.
Se la composizione di un substrato è buona, il corso del compostaggio dipende completamente dal rapporto tra sostanza secca/ acqua /razione di aria, nel composto. Questo rapporto è fortemente influenzato dal contenuto di umidità e dalla forza con cui il composto è stato pressato.
CALCOLI LEGATI ALLA PASTORIZZAZIONE.

1) 100 kg. di composto per mq. con strato di 20 cm., con una umidità al 72%, hanno un volume di 200litri.
2) Il calo in volume durante la pastorizzazione eguaglia il calo della sostanza secca.
3) Il calo della sostanza secca è di kg. 5 per mq., pari al 17,5%( all’inizio della pastorizzazione sono 28kg.).Il contenuto di umidità dopo la pastorizzazione è pari al 67% ( all’inizio della pastorizzazione è il 72% ).Ciò significa che dopo la pastorizzazione ho 23 kilogrammi di sostanza secca col suo 67% di umidità. Dividendo i 23 kg. di sostanza secca per 33% ( infatti quei 23 kg. rappresentano dopo la pastorizzazione il 33% del substrato ) ottengo 0,697 kg. che rappresentano l’1% del substrato. Facendo kg. 0,697 x il 67% dovuto all’acqua, ottengo i kg totali di acqua , ovvero 46,70, legati ai 23 kg. di sostanza secca.
4) Dopo la pastorizzazione ho 23 kilogrammi di sostanza secca legati a 46,70 kilogrammi di acqua. Ho praticamente kilogrammi 69,70 di substrato con un’umidità del 67%. Da 100 kg. dopo la pastorizzazione mi rimangono kg. 69,70 di substrato, il che significa un calo quasi del 30% in peso.
5) Bagnato o asciutto, il composto non ha influenza sul volume.
6) Il peso specifico della sostanza secca è pari ad 1 ( uno ).
Come il contenuto di umidità del substrato al riempimento, è più importante di come questa umidità è stata ottenuta durante il compostaggio, così il contenuto di umidità alla semina è più importante di come essa si è ottenuta.
Nella media, i contenuti di umidità che risultano maggiormente favorevoli alla semina sono 65-66%, ciò che significa 71% al momento del riempimento della stanza di pastorizzazione. Contenuti di umidità ragionevoli sono quelli situati tra il 63 ed il 68% alla semina, ciò che vuol dire 69-73% al riempimento. Questo è ritenuto l’ottimo in Olanda, dove un composto è usato con un contenuto medio di ceneri del 33% al riempimento e del 40% alla semina ( calo del 17,5% della sostanza secca ).
Se in più, un composto è usato con un più alto o più basso tenore di sostanza organica, come risulta da un più corto o più lungo tempo di compostaggio o da mezzi diversi di supplementazione, ciò avrà conseguenze su questo ottimo, perché l’ammontare della sostanza organica determina principalmente la capacità di ritenzione dell’acqua di un composto.
Quando il tenore di umidità alla semina , si trova al di sotto o al di sopra dell’ottimo, il rendimento cala all’incirca di 0,5 kg./mq. per ciascun 1% del tenore di umidità in più od in meno rispetto all’ottimo. Il rendimento per kg. di sostanza secca, cala egualmente.
CALCOLI SULLA PRODUZIONE DI KILOCALORIE ED ANIDRIDE CARBONICA.

Una grammi molecola di zucchero C6 H12 O6, pesa 180 grammi e libera 674 kcal.
Per la formazione di un kilogrammo di funghi ci vogliono circa 220 grammi di sostanza organica (zuccheri). Di questi 220 grammi, 130 grammi di sostanza organica bruciano per bisogni energetici e respiratori ( stiamo considerando la sostanza organica come se fosse solo zuccheri) e danno luogo a 130x(674:180gr.)=500 kcal.

Nella formazione di un kilogrammo di funghi si svolgono 130x ( 264 gr. Di Co2 : 180 gr. Di zucchero)= 200 gr. Di Co2. La produzione di calore e di anidride carbonica per metro quadrato dipende dalla quantità di funghi e dal momento.

Ad esempio , per 4 kilogrammi di funghi per metro quadrato, in una settimana sono:

168 ore = sono 4x ( 500 : 168 ) = 12 kcal /mq/ora

168 ore = sono 4x ( 200 : 168 ) = 4,8 gr. di anidride carbonica/mq/ora.
ALCUNE FORMULE PER PREPARARE COMPOSTO DEGLI ANNI 70.

Una tonnellata di letame di cavallo + kg. 3,5 di urea + 10 kg di farina di semi di cotone + 16 kg di grani di cotone + 25 kg di carbonato di calcio + 25 kg di gesso. In alcuni casi anche 7 kg di Superfosfato.

SINTETICO: una tonnellata di paglia secca + 37,5 kg di urea +20 kg. di superfosfato + 60 kg. di gesso + 25 kg di carbonato di calcio + 150/165 kg di polpa di barbabietola.
CALCOLI INERENTI SOSTANZA ORGANICA E PRODUZIONE FUNGHI.
La pastorizzazione è caratterizzata da un rapido calo del tenore di pentosani ed alfa cellulosa. La lignina rimane costante o cala poco. Subito dopo la semina ed il primo periodo dell’incubazione questi carboidrati calano di ben poco ed è la lignina che, sino ad ora, non è stata toccata, che viene utilizzata sino alla formazione dei primordi.
Nel periodo che va dalla semina alla formazione dei primordi se ne va dal 63 al 92% del tenore di lignina. Durante la produzione il tenore di lignina rimane quasi costante e sono i pentosani e particolarmente l’alfa cellulosa ad essere consumata per la formazione dei primordi.
Da una grammimolecola di zuccheri si originano:
C6H12O6 + 6 O2 = 6 Co2 + 6 H2O + 674 kilocalorie
180 gr. 192 gr. 264 gr. 108 gr.

La combustione di 1 kg. di sostanza organica da 0,6 kg di acqua per ogni kilogrammo di funghi formati. 930 ml di acqua vengono assorbiti dal composto ( 0,930 kg di H2O). Più funghi ci sono e più acqua se ne va. Le bagnature servono solo a reintegrare l’acqua che se ne va per evaporazione, dalla terra di copertura.
1) Dalla semina alla copertura ca. litri 8,99 di acqua se ne vanno per ogni metro quadrato.
2) Dalla semina alla copertura kg. 0,93 di sostanza organica se ne vanno con la respirazione, per mq.
3) Durante la raccolta 220 grammi di sostanza organica se ne vanno per ogni kilo di funghi formati.
4) Dei 220 grammi di sostanza organica solo 90 grammi vengono incorporati nei funghi, ossia solo il 40% della sostanza organica viene utilizzata dai funghi per essere incorporata.
5) 1 kg. di funghi contiene il 90% di acua, il 9% di sostanza organica, l’1% di ceneri.
Una tonnellata di composto molto ricco di paglia, che ha subito un compostaggio rapido ( per es. 7 giorni ) e che è stato riempito ad uno spessore di 10 cm, in cella può coprire una superficie di 20 metri quadrati.
Se il compostaggio dura più a lungo, ciò che diminuisce ancora di più il volume, con uno spessore del letto di 18-20 cm ( 90 – 110 kg di composto ben pressato ), una tonnellata può coprire da 9 a 11 mq.

Per la formazione di un kilogrammo di champignon servono ca. 220 grammi di sostanza secca, come già anzidetto, di cui 90 gr. solamente vengono incorporati nei funghi e 130 gr vengono bruciati per bisogni energetici e respiratori.
Nella situazione attuale ( siamo negli anni 75/78 ) il metodo colturale praticato, prevede un letto pressato di spessore di 15 – 18 cm.( pressato dopo la semina ) ovvero pari a 100 – 120 kg di composto al riempimento, per mq.
Il principale fattore restrittivo in rapporto allo spessore del letto di composto è l’elevazione della temperatura durante la pastorizzazione e durante l’incubazione. Tenendo conto di quanto sopra occorrono dunque circa 20 tonnellate di composto per una cella standart avente la superficie di coltivazione pari a 186 mq.

Per ottenere 20 tonnellate di compost ci occorrono 17/18 ton. Di letame fresco e questa quantità dipende dall’umidità del letame stesso al momento del suo arrivo. Una parte della sostanza organica secca se ne va durante il processo di fermentazione, sino al 35%. Questo 35% di sostanza secca si trasforma in calore di fermentazione, in anidride carbonica ed acqua.
Durante il processo di pastorizzazione c’è ancora una perdita del 18-20% di sostanza secca ( circa il 20-25% di quel 65% che era rimasto ) , cosìcchè la perdita totale di sostanza secca si può valutare di circa un 50-55%.
Per la quantità di composto indicato prima abbiamo considerato una materia prima fermentata con un tasso di RH del 72% ca.
Negli anni 1978/1980 gli Olandesi affermano:
Nei Paesi Bassi ad 1 tonnellata di letame fresco si aggiunge:
Pollina da 100 a 125 kg ( con il 65% di sos.secca ).
Urea 1,5 kg.
Gesso 25 kg.

Si può sostituire la pollina con farina di semi di cotone ed aggiustando l’azoto con l’urea. L’urea si può sostituire con una quantità doppia di solfato ammonico ma poi ci vogliono pure, in questo caso, 15-20 kg. di carbonato di calcio per ton. Atti a neutralizzare l’eccesso di acido solforico.
Le esperienze dimostrano che l’urea sia buona, sebbene alcuni, abbiano constatato che la paglia si rammollisce troppo presto, ciò che dà luogo ad un substrato più grasso e poi, inoltre, l’NH3 va via più difficilmente durante la pastorizzazione.

Il composto della Cooperativa olandese ha un tasso d’azoto da 1,5 ad 1,6 al momento del riempimento, ed 1,7/ 1,9 dopo la pastorizzazione. Altri paesi lavorano con valori di azoto più elevati ma nei limiti normali, non si è constatato un rapporto fra tasso di azoto e rendimento. Sembra possibile però ottenere risultati elevati con un tasso d’azoto pari a 1,8 al riempimento e 25 kg di funghi tagliati, per 100 kg di composto in 5 settimane.

Sempre negli stessi anni , in Olanda si procede così:
Per ton. Di letame fresco si aggiunge 100 kg di Pollina
25 kg di gesso
Nel caso di un letame povero, si arriva a 125- 175 kg di pollina, quando è ricco bastano 75 kg.

Azoto al riempimento………………………1,8% sul secco
Tenore di NH3 libera……………………………………0,40-0,45%
Azoto a fine pastorizzazione…………… .2% sul secco

Altrove a fine pastorizzazione azoto sino al 2,2% sul secco.
La pollina in Olanda ha il 45-50% di sos.organica ed il 2-3% ca. di azoto.
Nel 78, ci vogliono circa 12 tonnellate di substrato per 100 metri quadrati di coltura e per ottenerli ci vogliono da 9 a 10 tonnellate di letame fresco, dipende dal tenore di RH del letame.
Per quanto riguarda l’area di fermentazione, dato che le condizioni climatiche cambiano spesso, è praticamente impossibile far fermentare bene un letame, se questo, non è protetto contro l’essicazione, il vento, il freddo, la pioggia e la neve. Necessita di un metro lineare di lunghezza per ogni tonnellata di letame, più 5 metri + 5 metri, per ogni fila, per manovrare con la macchina gira letame ed, una larghezza di 4,5 metri per ogni stiva.

Per quanto riguarda la ventilazione ed il rimescolamento, per l’eliminazione soprattutto della CO2 è necessario più volte per ora rimuovere l’aria di ogni cella. Per una cella di 200 mq di superficie la capacità massimale di ventilazione può essere di 2500 metri cubi per ora. E’ necessario un buon rimescolamento dell’aria. In certe fasi di coltivazione è necessario 10-12 volte il volume d’aria della cella x ora, ciò significa per una cella olandese standart che ha un volume d’aria di 250 metri cubi ca., una circolazione oraria di circa 3000 metri cubi x ora. Tale valore costituisce uno massimale.
Quanto precede fa parte di un periodo particolare della fungi cultura, ovvero gli anni 70, che sono anni durante i quali avvennero delle importanti modificazioni nei procedimenti di preparazione dei substrati.
Sono interessanti i calcoli relativi ai cali della sostanza organica in fase di elaborazione del substrato, cali che oggi sono diversi perché diverso è il sistema di preparazione del substrato: le fermentazioni sono molto più brevi poiché si tende a non bruciare inutilmente la sostanza organica, quella che in buona parte, insieme ai tenori diversi di azoto ed agli arricchimenti, dà luogo alle attuali rese elevate.

UN PO’ DI STORIA.
1930: Fasi 1 e 2 compostaggio ( Lambert )
1950: Metodo di Compostaggio breve ( Sinden e Hauser )
1970: Tunnel Fase 2 e Fase 3 Italia/ Olanda ed introduzione delle supplementazioni
1970: Sviluppo del sistema INDOOR: Bruno Francescutti, Enzo Giordani e Gerard Derks 3 fasi in uno( fermentazione – pastorizzazione – incubazione )
1980 – 2000: Sistema INDOOR 3/7 giorni con letame di cavallo in Olanda, bunker/indoor con paglia 9-14 giorni. Inizio coltivazione delle varietà ibride grosse.
2000 – 2010: Sviluppi di sistemi di coltivazione veloci.
Pensate che negli anni 1970 – 1975 si producevano intorno ai 20 kilogrammi di funghi per metro quadrato, con quattro, cinque volate.
Negli anni 1990 – 2000 si producevano sino a 28 kilogrammi di funghi per metro quadrato.
Dagli anni 2000 ad oggi 2012 si producono normalmente 35 kilogrammi di funghi con punte di 40.
Comunque guai a non avere delle rese elevate come sopra. Pensate che oggi si attuano dei cicli di coltivazione veloci di 6 settimane con 3 volate ( raccolte ), di 5 settimane con 3 volate, di 4 settimane con 2 volate, a scelta dell’operatore.
Inserisco il costo di un kilogrammo di funghi in funzione dei cicli di coltivazione e delle rese a metro quadrato.
Con un ciclo di 6 settimane e 3 volate, con una resa di 30 kg a mq ………….1 kg. costa euro 1,17
Con una resa di 31 kg a mq…………. 1 kg. costa euro 1,14
Con una resa di 32 kg a mq…………. 1 kg. costa euro 1,11
Con una resa di 33 kg a mq…………. 1 kg. costa euro 1,08
Con una resa di 34 kg a mq……………1 kg. costa euro 1,06
Con una resa di 35 kg a mq…………..1 kg. costa euro 1,04
Con una resa di 36 kg a mq…………….1 kg. costa euro 1,01
Con una resa di 37 kg a mq…………… 1 kg. costa euro 0,99
Con un ciclo di 5 settimane e 3 volate, si passa dal costo di euro 1,20 a kg. per 27 kili di resa a quello di
Euro 1,07 per 31kili di resa ed euro 0,98 per 35 kili di resa.

Con un ciclo di 4 settimane e 2 volate, si passa al costo di euro 1,19 per 25 kili di resa a quello di euro 1,06 per 29 kili di resa, di euro 1,01 per 31 kg. di resa, di euro 0,98 per 32 kili di resa.
Come vedete è assolutamente importante riuscire ad ottenere delle rese importanti altrimenti i fungi cultori rischiano di non guadagnare o, troppo poco , rispetto all’investimento a cui hanno dovuto fare fronte. Ci sono aziende che praticano il ciclo chiuso, ma ci sono tante che acquistano il substrato per lo più incubato dalle platee.
Oggi di fronte ad una globalizzazione sempre più ampia ed una concorrenza più agguerrita, non ci si può permettere di sbagliare. Si devono avere delle rese elevate, funghi di qualità, e ciò nonostante, delle volte il mercato non c’è la fa a gratificare i produttori. Abbiamo delle fungaie ultramoderne, bellissime, che fanno invidia, delle volte, anche agli Olandesi che pur ce le hanno. Siamo diventati bravi a produrre non solo i prataioli ma anche i vari pleurotus. Speriamo , presto , di diventare bravi a produrre pure i cosidetti funghi “ Medicinali “ per prepararci a delle alternative di cui, secondo me, abbiamo bisogno.

Un cordiale saluto da Raoul e Rik.

Composto con fondi di caffè – ho fatto funghi.


Ciao, ho provato a fare i funghi con fondi di caffè.

E ci sono riuscito, ho fatto semplicemente cosi:

Ho chiesto al barista vicino casa se poteva nettermi via dei fondi di caffè.

Dopo 5 giorni aveva già 15 chili di fondi e portati subito a casa, li

ho preparato 15 sacchettini da un chilo l’uno di fondi di caffè, non pastorizzato

perchè è fresco di tre giorni quindi ho pensato di non avere problemi di muffe o altro.

Così ho seminato mezzi sacchetti con seme di Shiitake, e l’altra con Pleurotus.

In ogni sacchetto ho messo un bicchiere circa di seme e chiusi li ho messi sopra

un tavolo in una stanza con 20 gradi di temperatura ambiente e dopo qualche giorno

il micelio ha cominciato ad invadere i fondi.

dopo circa 25-30 giorni ho raccolto i funghi.

Chiaramente questa è stata una prova in piccolo, sto pensando di chiedere a + baristi i fondi di caffè e provare a fare più funghi, visto e considerato che non mi serve pastorizzarli.

Provate anche voi, così ci scambiamo le info, ok!

Ho visto i tuoi funghi  Daniele, complimenti, ho pubblicato la tua foto nei commenti.

Ciao. Rik

Composto con Fondi di Caffe’


‘ già da un poco che ne volevo parlare.
E’ vero che con i fondi del caffe mescolati o meno con paglia ma anche no
si possono fare dei sacchi di pochi chili per fare funghi.

Io con mio padre già alla fine degli anni 70 avevamo provato a fare del composto con
lo scarto della lavorazione delle cartiere.
C’era sulla strada per Treviso la Cartopiave, una
grande industria che facevano di tutto, dai cartoni ai quaderni etc.

Allora provammo con lo scarto di questa lavorazione a fare dei funghi.
Sembrerà incredibile ma noi abbiamo fatto funghi, parlo sempre dei Pleurotus Ostreatus.
Ed il risultato fù positivo,
però non trovammo in quegli anni nessuno che volesse
partecipare nel fare una cosa in grande e poi c’era il boom dei
Pleurotus appena scoppiato per cui lasciammo cadere le nostre prove.

Oggi vedendo questi giovani intraprendenti che sono riusciti a fare i funghi e metterli
in commercio con i fondi di caffè, sono contento per loro sì, però penso a mio
padre ed alle sue idee illuminanti che se avessimo portato avanti, oggi
nè andrebbe fiero lui e così pure io.

Girando per il web ho trovato questi link interessanti:

http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/startup-funghi-espresso-caffe-caffe-startupper

http://eco-sostenibile.blogspot.it/2014/04/a-scuola-dai-fondi-del-caffe-nascono.html

Ecco questo è il quanto.
Cordialità rik.

Dopo la Pastorizzazione-la Fruttificazione


Buonasera, un caro saluto a Saverio e Daniele e altri a cui tengo

particolarmente.

 

Vengo subito al dunque.

Innanzi tutto io mi chiedo cosa voglio fare.

Voglio fare 10 sacchi di funghi per mangiarmeli

e prendermi i soldi per il gelato o punto ad avere una media fungaia

 

magari di 6 serre ke possano darmi 2 volate?

 

perchè se io faccio solo 20 sacchi, non mi preoccupo neamnche di pastorizzare la paglia.

Eh già!!

 

Cosa faccio prendo la balla ancora chiusa e non la apro e la metto

sotto acqua per 1 settimana. Chiuso.ù

Non mi preoccupo neanche del mulino per tagliare la paglia a 10 cm di lunghezza, e insacco direttamente l

appena tolta dall’acqua e la insacco, sacco x sacco col seme.

per 10 sacchi non sto neanche a preoccuparmi dell’iuncubazione temperature ed aria Ossigeno/anidride carbonica.

 

li Prendo li butto sotto il giedino e quello che vienen viene.

 

Invece se io sono io,  Ricky e mi interessa fare le cose bene,

allora le cose cambiano fin dall’inizio.

1-La pulizia, l’igiene massima, cemento dove possibile,

acqua non deve mai masncare, corrente neppure.

 

poi se non abbiamo le serre con il tubo di nylon che imette l’aria con + o – ossigeno

ed acqua/umidità pertcentuale non si conosce fino al momento della misurazione

comunque quello che è chiaro è che la Pastorizzazione si fa la punta a 70 gradi Cent°

e non di più e attenzione perchè se il composto parte di temperatura per la tangenziale non lo fermi +, ma ormai queste cose le abbiamo ripetute e ripetute. Basta.

 

Passiamo a cose3 nuove.

Tolgo il nylon dai sacchi, perchè lascio l’aria ferma e l’ambiente tranquillo?

Bene è perchè, P.S. per far fruttificare i funghetti…hanno bisogno di anidride carbonica e non di ossigeno, OK?

Ecco svelato l’arcano, il maestro sa e conosce i suoi polli, allora poi 2-3 giorni di no ossigeno per far fruttificare e poi

però per far crescere ciò che è spuntato hanno bisogno di ossigeno i piccoli, OK?

Diventate maestri nell’arte.

 

Quando arriverete dopo 5-6 giorni ad avere l’aria aperta con tutto ossigeno

allora i vostri fun ghi cresceranno belli e grandi.

 

Attenzione però.

Come li volete? O meglio il mercato come li richiede?

 

Quella volta nel ’81 a Parigi, il meracato mi chiedeva funghi di taglia piccola e sgambati!!!!

Ma Come dissi IO??!!!

Oltre a dover raccogliere fun ghi non a maturazione, quindi perdita sul peso del fungo li volevano anche senza gambo.

Dovevo tagliarmi i soldi del gambo ai funghi. Mannagia a loro dicevo.

 

Eppure non dimenticherò mai l’anno 1981 a Parigi.

Proprio poco prima di Natale quell’anno Strartipò la Senna,

avevo 10 Tonnellate di Pleurotus di Funghi in Frigo.

Il venditore di suddetta ditta, il titolare era un SIGNORE, il Mrs. Gerard D.

non fece una virgola nel firmarmi gli assegni ame dovuti, in fin dei

conti lui, qui la dico e qui la nego, lui era stato tirato in ballo da un’amico su

sta coltivazione di funghi, Lui già Ricco Uomo già senza problemi di nessun genere

Voleva solo invitare acena i suoi amici e potergli dire amici

ora ci mangiamo dei Pleurotus che raccoglieremo noi stessi nelle mie serre e poi li gusteremo.

Ecco i suoi milioni di Franchi li spese solo per questo momento.

da giovanotto coltivava le rose.

Io feci tonnellate e tonnellate di funghi che non essendo organizzati con altri mercati se non Rungis,

(il + gran mercato ortofrutticolo d’europa) feci scendere il prezzp dei Pleurotus da 30 Franchi al chilo a 10 Franchi.

Quanto mi arrabbiai all’epoca, ma dicevo possibile che non abbiate altri canali, quali Bruxelles, Genevew o Lions,

era inconcepibile e malkgrado tutto questo ricordo che tornai

a casa a 18 anni con un bel mucchio di soldi e così feci un bel regalo a mio padre chew mi trovo questo lavoro.

Ecco mi sono un pochito lasciato scrivere dalle tastiere ma è tutto veritas,

Chi non rischia non rosica.

Ciao a domani da Rik Lenaz.

Incubazione Sacchi di Pleurotus


Ciao spero di esserti ancora utile,

all’epoca al mio primo Tir di sacchi di composto,

avevo 17 anni.

 

La responsabiltà era molta e pesava.

Avevamo preparato la serra una settimana prima,

ossia lavata con l’acqua a pressione,

meglio acqua e Benlate,

la nostra sfortuna era che avevamo

file contre piani di legno.

Tre piani di legno

Il legno era una fonte inesauribile

perchè si difondessero muffe e varie…

Comunque, il procedimento di preparazione ra questo.

Lavaggiuo con Acqua e Benlate, poi serra chiusa per 1 giorno.

Nuovamente lavaggio solo acqua e il giorno dopo nuovamente

Acqua e Benlate.

Avevamo pure non cemento ma sassi a terra.

Anche quello non era buono.

Arrivava il Tir chiamavo gli uomini eravamo in 8 circa,

220 qli. di composto in sacchi da 25/30 KG.

portavamo i sacchi sulle spalle ad uno ad uno e li

mettevamo direttamente sul piano superiore (3°)

poi il2° ed IL 1°.

questo per 25 file o 30 da tre piani.

In una mattinata finivamo di riempirlo.

Congedati gli operai ci rimaneva a noi,

me la Rosì Alberto e Roxanè il lavoro di chiudere

sacco per sacco il nylon sopra il sacco.

Così non poteva entrare acqua, per quella c’erano dei

fori nei sacchi appositi per l’aria e umidità.

Per sera avevamo finito e chiuso tutti i sacchi.

Un lavoraccio. Era la giornata no del lavoro da Fungarolo.

Appena finito partivo accendevo l’aria in ricircolo,

con umidità al 90% e da quel giorno controllavo la temperatura del composto.

Solo quella, ideale era dai 27-29 gradi. Attenzione però non dovevo superare

i 30° altrimenti il seme poteva bruciarsi.

2-celle-contigue-di-sacchi-di-compost-perfettamente-incubati-150x150

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

dopo 3-4 giorni già si vedeva il seme invadere la paglia,

La temperatura saliva e appena raggiungeva i 30-31° gradi,

chiudevo il riscaldamento e lasciavo l’aria ferma.

Controllavo la temperatura almeno 5 volte il giorno.

Al 15 giorno i sacchi erano quasi completamente bianchi.

Il 20 giorno era il giorno “E”.

Spegnevo tutto e tagliavo il nylon dei sacchi a finestra.

lato A (30cm per 20cm) lato B idem.

Finito lasciavo la serra ferma per tre giorni fino a quando vedevo spuntare i primi funghetti

poi piano piano incominciavo a dare ossigeno.

E così iniziavo a controllare la temperatura anmbiente e non più quella del sacco.

L’ideale era sui 12-18 gradi per i Pleurotus Ostreatus (invernali)

questo accadeva nel mese di settembre.

Ora vi saluto al prossimo post.

Ciao Rik

Raoul-ritagli d’articolo


Ho avuto la fortuna di poter intervistare uno dei più grandi esperti di Fungicoltura degli ultimi 40 anni e così ho passato delle ore ad ascoltarlo e qui vi riporto in monologo il suo intervento che ho dovuto suddividere in più parti. Buona lettura da funguspleos.
Raoul1
Funghi pleurotus oggi si può a ciclo chiuso: normalmente la maggior parte dei
produttori di funghi, siano essi prataioli o pleurotus, sono tali in quanto
acquistano il substrato  specifico per produrli  da aziende specializzate del
settore, le quali i substrati li vendono solamente ed in linea di massima non
coltivano funghi.

macchina per fare le stive di compost in platea
Queste aziende che vendono substrato chiaramente non vendono
piccoli quantitativi di composto ma, minimo, un autotreno, il che significa a
seconda delle destinazioni, da 150 a 300 quintali di substrato, per far si che il
trasporto incida il meno possibile.
Oggi però e, diciamolo pure purtroppo, il trasporto incide notevolmente sul costo a quintale di un substrato, da 5 a 6 euro a seconda dei kilometri che un mezzo su gomme deve percorrere. Questa dei costi di trasporto è la prima riflessione da fare.
In secondo luogo chiaramente chi riceve 150 o 300 quintali di composto deve avere a disposizione delle strutture adatte a contenere in maniera tecnicamente giusta queste quantità.
Altra riflessione: chi produce funghi pleurotus o pioppino normalmente li deve produrre in maniera continuativa per alimentare la loro clientela per tuttol’arco della stagione. Ciò significa avere a disposizione, a seconda del tipo diciclo di sfruttamento del composto (quante raccolte si desiderano effettuaresenza possibilmente avere inquinamenti) da un minimo di cinque serre climatizzate a nove/dieci.
Quindi come ben vedete per produrre funghi le aziende debbono avere una certa dimmensione  e certamente l’investimento iniziale per  strutture non è senza rilevanza. Le serre a seconda della posizione geografica del produttore possono essere diciamo rifinite in modo diverso. Potranno essere climatizzate per il freddo, oppure, a seconda del momento colturale potranno essere rappresentate da serre ecologiche.
In base all’esperienza  ed al proprio clima  ogni coltivatore si attrezza nella maniera
più corretta. Diciamo che oggi produrre funghi, seppure con strutture adatte,
acquistando il composto diventa sempre più difficile! I costi del composto
franco azienda in primo luogo e la manodopera hanno un’incidenza non
indifferente. In secondo luogo chi compra composto lo fa a scatola chiusa: lo
paga subito con la speranza che tutto vada a buon fine! Quando ci sono problemi
non sempre magari la colpa è di chi vende composto. Molte possono essere le
concause di certe anomalie del composto. Segue…….da Raoul.
Cordialità e grazie per la vostra attenzione. by funguspleos.

Ci sono! Eccomi qua con il primo post rielaborato dall’uomo venuto dalle Platee.

Eccomi qui, ciao Buongiorno a tutti e buone vacanze per chi lo è, e buon lavoro per chi, ahimè, come me lavora ancora. Bè bando alle ciance e sono contento perchè stamane ho aperto la posta e ho trovato il primo Post ed eccolo qui, buona lettura e per cortesia se qualcuno può aiutarmi con dei commenti, critiche o qualsivoglia scrivere….scrivete senza indugi così vi risponderò, ciao e grazie a tutti, RL.
La maggior parte dei produttori di funghi: prataioli, pleurotus, pioppino, acquistano il substrato da aziende specializzate del settore, le quali, normalmente, lo vendono solamente e non l’utilizzano per una propria produzione.
Queste aziende vengono chiamate Platee.
Le aziende produttrici di composto chiaramente non vendono piccoli quantitativi, ma, minimo un autotreno da 150 a 300 quintali. Il trasporto, con i costi attuali dei carburanti, incide notevolmente sul prezzo franco arrivo dei pani. A seconda delle distanze che un autotreno deve percorrere, il trasporto può significare 2-3-4-5-6 euro in più rispetto al  prezzo franco partenza.
Il fungicoltore che riceve questi quantitativi di substrato, deve avere  a disposizione delle strutture adatte a contenere in maniera tecnicamente giusta, ciò che gli arriva.
Chi produce funghi, siano essi pleurotus, pioppini, normalmente li deve produrre in modo continuativo. E’ importante rifornire la propria clientela con regolarità per tutto l’arco della stagione.
Questa continuità è molto importante per colui che acquista i funghi e poi li debba vendere al consumatore finale. Producendo sempre, si riesce a servire la grande distribuzione e si è tenuti in maggior considerazione.
Produrre in questo modo, significa avere a disposizione, a seconda naturalmente del ciclo di sfruttamento del composto scelto, un certo numero di serre, potrebbero bastarne 5, oppure  9/10. Dipende dal ritmo di riempimento dei tunnels e da quante volate si vogliono effettuare. Una raccolta di funghi equivale ad una volata. E’ una terminologia che fa parte del mondo dei funghicoltori.
Come  si vede, per produrre funghi, le aziende debbono avere una certa dimensione e certamente, l’investimento iniziale per le strutture, non è senza rilevanza.
Le serre, a seconda della posizione geografica, possono essere rifinite in modo diverso.
Nelle zone fredde, per produrre, ci vogliono delle strutture coibentate e dotate di impianto di riscaldamento. In  presenza di temperature troppo elevate, viceversa, si deve essere dotati di apparecchiature per la refrigerazione.
In certe situazioni, si può coltivare funghi, utilizzando delle serre ecologiche, non dotate di coperture coibenti e impianti di climatizzazione raffinati.
Bene sono soddisfatto perchè è stato spiegato in modo comprensibile senza troppi termini tecnici. Chiederò a Takeman (è solo un alias, lo so che lo sapevate, ma non voglio dare niente per scontato, per cui, per il momento lo chiamo così, nn mi veniva altro in mente poi vi svelerò chi è questo personaggio, anche perchè c’è in vista un progetto per fare i funghi know-out. E’ un progetto molto interessante, accessibile a tutti quelli che hanno intenzione di aprire una piccola azienda di funghi, con costi contenuti e consulenza. Ma di questo ne parleremo più avanti.
Ok, io vi saluto e ci sentiamo domani, ciao a tutti da funguspleos-by RL.
Company Information Sharing.

questa è una piccola visuale delle grotte di Bergamo dove si coltivano i Champignons

E’ una soddisfazione grande, te lo posso dire, coltivare i funghetti. Li vedi spuntare come dei puntini neri come la capella di un cerino e poi giorno dopo giorno crescono e crescono, e ti chiedi: “Ma caspita e quanti sono, e dove li metto tutti sti funghi, mamma mia e ti metti a ridere dalla contentezza”. A me è successo proprio così la prima volta.
Ciao! Oggi riprendiamo il discorso sulle serre ecologiche, e delle spese che si devono sostenere con un’azienda che produce funghi, e si capisce che è notevolmente più conveniente prepararsi il composto con il proprio tunnel di pastorizzazione.
Meno costi = più guadagno, «Elementare, Watson!» diceva Sherlock Holmes! Che forte quell’uomo. E così anchè noi con i nostri funghi: cosa stanno aspettando i funghi? Ma di essere coltivati, venduti e mangiati. Quindi bando alle ciance ed andiamo avanti con il secondo Post:
In certe zone ed in certi momenti, con le serre ecologiche, si riescono a produrre dei funghi morfologicamente molto più belli di quelli delle serre coibentate e climatizzate. Il mercato paga questi funghi, anche un euro di più al kilogrammo!
In base al proprio clima ed all’esperienza, ogni coltivatore si attrezza nella maniera più corretta.
E’ il mercato che decide la scelta dei ceppi .
Ogni regione ha delle preferenze, soprattutto per il colore e per la pezzatura. Il produttore si adegua scegliendo, in base alla propria esperienza, i ceppi e le strutture più consone per produrli.
Produrre funghi, seppure con strutture tecnicamente adatte oggi, diventa sempre più difficile! Le cause?
– In primo luogo il costo del composto franco azienda.
– Il trasporto su gomme, a causa degli sempre crescenti aumenti dei carburanti, comincia a pesare in modo non indifferente!
– L’incidenza, per quintale di composto, oscilla, a seconda delle distanze, dai due ai cinque euro.
– Non è poco!
Un altro aspetto non meno importante del precedente è la riuscita del composto.
Intendo sottolineare che, in linea di massima, colui che acquista substrato per funghi dalle platee, non ha mai la certezza matematica che tutto vada a buon fine.
L’acquisto viene fatto in un certo senso, a scatola chiusa!
Non si sa se il composto incuberà in maniera perfetta e, soprattutto, se produrrà funghi nella giusta quantità.
Riteniamo però che, oggettivamente, non sempre, la colpa della non perfetta incubazione e produzione si possa addossare solamente alle aziende che forniscono il composto.
Molte possono essere le cause di certe anomalie del substrato.
Funghi: acquistare il substrato già pronto o farlo con il proprio tunnel di pastorizzazione?

La prima necessità di ogni azienda che produce funghi, chiaramente, è quella di poterli vendere  in modo continuativo tutti i giorni.

I funghi dopo la raccolta vengono refrigerati in cella frigorifera e poi, nelle dovute confezioni, trasporti al mercato all’ingrosso, od, ai centri di raccolta della grande distribuzione. Possono esistere altri canali di vendita, comprese le industrie di trasformazione.
Il vantaggio di servire la grande distribuzione è quello di poter vendere i funghi con una sicura continuità. I  prezzi praticati da questo tipo di acquirenti non sono comunque sempre quelli economicamente più gratificanti! Delle volte anche i tempi di pagamento sono un po’ lunghi.
Ogni azienda  per il marketing, è organizzata in modo diverso a seconda delle proprie necessità o, possibilità. Molti produttori alimentano il mercato ortofrutticolo all’ingrosso. In linea di massima gli operatori del mercato pagano più veloci. I prezzi dei funghi in questo caso, sono, il più delle volte, altalenanti.
Il grado di remunerazione di una azienda che produce funghi, acquistando il composto, la maggior parte delle volte, è in funzione di quanto esso costa franco arrivo, al quintale.
Incidono sull’affermazione precedente, i cicli di produzione scelti, la resa del composto in funghi, i costi della manodopera, la maggiore o minore distanza dai mercati di assorbimento, i costi energetici.

Quando la scelta aziendale è quella di acquistare il composto, chiaramente, è importante che siano presi contatti con le aziende  che lo forniscono. Si dovrà  optare  per quelle considerate, sul mercato,  le più serie e, capaci di fornire un substrato il più produttivo possibile. Molte volte le colpe di un mancato buon esito dell’incubazione e delle rese in funghi insufficienti possono essere anche del funghicoltore!
Colui che coltiva funghi diventa bravo con il passare del tempo.
Deve acquisire esperienza, sensibilità, colpo d’occhio. Possibilmente non deve fare errori importanti che possano pregiudicare il buon esito della coltivazione.
Deve prendere confidenza con i ceppi che coltiva! Le platee che forniscono il composto, propongono a volte dei ceppi nuovi, ritenuti più interessanti per i mercati ma che hanno esigenze colturali diverse dai ceppi che  si utilizzano normalmente.
FungusPleos by R.L.Company Information Sharing.
Un Tunnel di Pastorizzazione tuo, oggi puoi! La nuova muffa verde, oggi è il Tricoderma Aggressivum.

Buongiorno a LorSignori, e naturalmente a Pietro alias “Kaliffo”, mio carissimo amico, e tutti quelli che mi leggono. Ci sarà una bella proposta per chi sarà interessato a fare i Funghi con il proprio Tunnel di Pastorizzazione e le proprie serre (dalle 3 or 5 or 6), si vedrà, tutto per un badget accesibile a tutti, e quando dico a tutti è a tutti.
Oggi si parla di aziende di pastorizzazione e del Trichoderma Viride, già dal nome è tutto un programma, ma noi di programmi ce ne intendiamo ed allora se questo è un problema risolveremo pure questo, ok? OK! Ciao a dopo…..
Lo scrivente da tantissimi anni prepara composto per funghi, sono più di trentacinque anni. Ha girato l’Italia visitando le aziende produttrici di champignon, pleurotus, pioppino, eringi.
L’azienda per la quale lo scrivente lavorava, negli anni 1970, era  ed è tutt’oggi la più grande a livello nazionale. Il contatto continuo con i vari fungicoltori  permette di assimilare ed imparare  tantissimo!
Ritengo, spero di sbagliarmi, che nell’ambito della fungicoltura , con il tempo, ci sarà una selezione. Penso che rimarranno aperte solo quelle che operano a ciclo chiuso. Mi riferisco soprattutto alle aziende che coltivano pleurotus e pioppino.
Il costo di produzione di un kilogrammo di funghi sta diventando sempre più elevato per l’azienda che acquista il composto.
D’altronde, attrezzarsi per fare il composto, significa un investimento iniziale non indifferente. E’ necessario produrre molti funghi perché  questa operazione economica abbia un senso! Creare, oggi, una fungaia nuova, significa un esborso di qualche milione di euro. Penso non sia facile!
La chiusura, anche parziale, di alcune aziende, potrebbe significare, forse, un miglioramento dei prezzi di mercato. Auguriamocelo! Chiaramente mi riferisco ai prezzi!
In questi ultimi anni si sono verificati problemi di tenuta del composto nei confronti delle muffe verdi. Questo aspetto coinvolge chiaramente tutte le aziende che preparano composto: le platee e le aziende a ciclo chiuso di coltivazione.
La comparsa di queste muffe, cosiddette: ” Verdi”, “le muffe Verdi”,  è legata, probabilmente, ad una insufficiente selettività del composto. E’ legata alla formulazione del composto (vari possibili arricchimenti), alla fase di premassa (se viene effettuata o meno,  in quale modo e tempi), al trattamento termico a cui viene sottoposto ( Pastorizzazione) il composto.
Sino a qualche anno fa, il nemico numero uno, per le platee e le aziende che si preparano il composto, era il Trichoderma Viride.
Questo ceppo, quando compariva sui pani di composto, creava danni, ma erano danni in qualche caso limitati, perchè non invadeva completamente i pani.
Questi riuscivano a produrre egualmente, anche  se non al massimo. I danni c’erano ma, delle volte limitati ad una parte dei pani.
Ultimamente, si è verificata la comparsa del trichoderma aggressivum, il quale è un iperparassita, molto difficile da debellare.
Ciao a tutti da FungusPleos alla prox…by RML&Company.

Il potere Nutriceutico dei Funghi! Effetti terapeutici e curativi nei confronti di molte malattie!
Ciao, kaf e tutti. Nutriceutico è la parola d’ordine di oggi, domani e tutto il mese di agosto e +++ . I Cinesi, sono anni che lo dico, i cinesi con la loro cultura millenaria, loro fanno sul serio. Si diceva sino a poco fa “gli americani sono sempre gli americani” con le loro trovate, le loro idee, sono sempre all’avanguardia. Ora incominceremo a dire i “Cinesi sono sempre i Cinesi con la loro cultura millenaria,” “Loro lo sapevano già da prima, ma nessuno gli ha chiesto niente. Ed allora? Niente, non ne sapevamo niente.
C’è voluto Internet, per fortuna oggi c’è, internet, si I N T E R N E T ! E noi, gli internauti.
Spaziando su internet, si riescono a trovare tantissime notizie sui funghi. Uno degli aspetti più interessanti è il loro potere nutriceutico! Cosa significa?
Una vasta gamma di funghi coltivati , esplicano effetti terapeutici, preventivi e curativi nei confronti di molte malattie. I corpi fruttiferi ma, anche i miceli, contengono delle molecole, dei particolari glucani, i quali svolgono azioni benefiche nel nostro organismo.
Molti sono i funghi dotati di questo potere benefico.

2 tunnel per la pastorizzazione del substrato a Roma

Prevengono tumori, li curano, potenziano il sistema immunitario, lo modulano, abbassano il diabete (coprinus comatus -in foto a sx).
Hanno tantissime altre proprietà che non sto qui ad elencare. Cliccate su micoterapia!   È una cosa eccezionale! Sono millenni che gli asiatici utilizzano i vari poteri dei funghi a scopo terapeutico.
Noi occidentali ci stiamo arrivando adesso. Pensate che esiste la cosidetta TMC, la terapia medicinale cinese, che si avvale dell’uso dei funghi. Oggi però, le azioni benefiche di una certa categoria di funghi è riconosciuta a livello mondiale. Pensate che si abbina la chemioterapia ed l’uso dei principi attivi di alcuni funghi. Gli estratti dei funghi, che ormai vengono commercializzati da aziende specializzate, vengono utilizzati per moltissime patologie.
Persino il prof. Veronesi, famoso oncologo italiano, afferma che i funghi hanno un potere antitumorale più marcato dell’ortofrutta! Esistono pubblicazioni scientifiche che confermano tutte le proprietà terapeutiche dei funghi. La cosa più intelligente è certamente quella di inserirli nella nostra dieta settimanale! Deliziamo il nostro palato e preveniamo alcune patologie.
Le notizie sul potere nutriceutico dei funghi, oggi ci giungono sotto gli occhi, grazie ad internet. Le associazioni dei fungicoltori solo recentemente hanno iniziato, intelligentemente, ad inserire documentazioni , nelle loro riviste di settore. E’ necessario far si che i consumatori si avvicinino sempre più ai funghi, notiziandoli per tutti questi aspetti! Utilizzeremo, speriamo, meno medicinali, e magari, rispetteremo di più la natura che ci regala queste delizie.
Che bello poter dire ai vecchietti che hanno problemi di glicemia elevata, mangiate Coprinus comatus che è ipoglicemizzante!
Penso che questo tipo di fungo lo ricoltiverò. Lo feci per primo, in Italia tanti anni fa, ed ebbe un buon successo.
Funguscultura by funguspleos RML & Company.

Venice mi spiace, attendimi che sto per tornare!! Sii…;) :)


Ciao a tutti, girdan, Raoul, er fungarolo e mi e ti e Toni n’daren a fonghi, anca masa ciò.
Areo!!!! Ti setu dei Tomadin? Ahhh??????!!!!!

Scherzo naturalmente!!!! ;)

Ancora un mese e mezzo e tornero’ su questi monitor.

Mi spiace,  le Parigine etc. etc, m’ acchiappano e non mollano,

chiamero’ una benna di letame da lascirare

in ricordo alle bionde rosse more castane egialle blu verdi…

A parte il braccio rotto, va tutto bene, grazie a…!!!!!

Un caloroso saluto e tanti e buoni funghi a tutti
Ciao Ricky Lenaz.

[TELEGRAMMA] Ciao sono Rik scrivo da Parigi.


25-05-2014

 

Mi sto organizzando per

continuare la scrittura sul Fai da TE

 

lasciata 2 mesi fa per lavoro urgente A pARIGI.

tORNERò TRA POCO A CASA.

Nei prossimi giuorni posterò un

articolo sulla fruttificazione dei Pleos.

Che a differenza di ciò che si pensa è molto

particolareggiata.

mi scuso per questi due mesi di assenza

e disorganizzazione del blog.

 

A tra pochi giorni.

Ciao e buon inizio di settimana, Rik.

Sono a Parigi e non ho modo di….


Ciao sono partito

di fretta e

non sono riuscito ad

avertirti ke per un periodo

non riesco a scrivere sul Blog.

Comunque appena posso

ci sarò nuovamente.

 

 

Hai visto la nuova Pagina :”FOTO PROGETTO TUNNEL”

con  foto del Tunnel fatte ravvicinate.

Per i video farò un’ offerta comprendente

il Ebook sull’ABC del Coltivatore di Pleurus Ostreatus

“Fai da Te” dove spiego:

Dalla “Paglia alla raccolta dei Funghi”.

A presto Rik.

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