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Ci sono! Eccomi qua con il primo post rielaborato dall’uomo venuto dalle Platee.


Eccomi qui, ciao Buongiorno a tutti e buone vacanze per chi lo è, e buon lavoro per chi, ahimè, come me lavora ancora. Bè bando alle ciance e sono contento perchè stamane ho aperto la posta e ho trovato il primo Post ed eccolo qui, buona lettura e per cortesia se qualcuno può aiutarmi con dei commenti, critiche o qualsivoglia scrivere….scrivete senza indugi così vi risponderò, ciao e grazie a tutti, RL.

La maggior parte dei produttori di funghi: prataioli, pleurotus, pioppino, acquistano il substrato da aziende specializzate del settore, le quali, normalmente, lo vendono solamente e non l’utilizzano per una propria produzione.

Queste aziende vengono chiamate Platee.

Le aziende produttrici di composto chiaramente non vendono piccoli quantitativi, ma, minimo un autotreno da 150 a 300 quintali. Il trasporto, con i costi attuali dei carburanti, incide notevolmente sul prezzo franco arrivo dei pani. A seconda delle distanze che un autotreno deve percorrere, il trasporto può significare 2-3-4-5-6 euro in più rispetto al  prezzo franco partenza.

Il fungicoltore che riceve questi quantitativi di substrato, deve avere  a disposizione delle strutture adatte a contenere in maniera tecnicamente giusta, ciò che gli arriva.

Chi produce funghi, siano essi pleurotus, pioppini, normalmente li deve produrre in modo continuativo. E’ importante rifornire la propria clientela con regolarità per tutto l’arco della stagione.

Questa continuità è molto importante per colui che acquista i funghi e poi li debba vendere al consumatore finale. Producendo sempre, si riesce a servire la grande distribuzione e si è tenuti in maggior considerazione.

Produrre in questo modo, significa avere a disposizione, a seconda naturalmente del ciclo di sfruttamento del composto scelto, un certo numero di serre, potrebbero bastarne 5, oppure  9/10. Dipende dal ritmo di riempimento dei tunnels e da quante volate si vogliono effettuare. Una raccolta di funghi equivale ad una volata. E’ una terminologia che fa parte del mondo dei funghicoltori.

Come  si vede, per produrre funghi, le aziende debbono avere una certa dimensione e certamente, l’investimento iniziale per le strutture, non è senza rilevanza.

Le serre, a seconda della posizione geografica, possono essere rifinite in modo diverso.

Nelle zone fredde, per produrre, ci vogliono delle strutture coibentate e dotate di impianto di riscaldamento. In  presenza di temperature troppo elevate, viceversa, si deve essere dotati di apparecchiature per la refrigerazione.

In certe situazioni, si può coltivare funghi, utilizzando delle serre ecologiche, non dotate di coperture coibenti e impianti di climatizzazione raffinati.

Bene sono soddisfatto perchè è stato spiegato in modo comprensibile senza troppi termini tecnici. Chiederò a Takeman (è solo un alias, lo so che lo sapevate, ma non voglio dare niente per scontato, per cui, per il momento lo chiamo così, nn mi veniva altro in mente poi vi svelerò chi è questo personaggio, anche perchè c’è in vista un progetto per fare i funghi know-out. E’ un progetto molto interessante, accessibile a tutti quelli che hanno intenzione di aprire una piccola azienda di funghi, con costi contenuti e consulenza. Ma di questo ne parleremo più avanti.

Ok, io vi saluto e ci sentiamo domani, ciao a tutti da funguspleos-by RL.

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