CICLO DI COLTIVAZIONE DI PLEUROTUS: DURATA 40 GIORNI. CONVIENE?


Dopo la semina le ballette dei funghi, vengono portate in un’unica serra per la fase d’incubazione. A fine incubazione, quando queste sono diventate bianche e compatte, vengono trasferite, senza danneggiamento della struttura, nelle serre di fruttificazione, climatizzate.
Per incubare il substrato, dobbiamo avere a disposizione una serra climatizzata che contenga le ballette
di almeno due- quattro pastorizzazioni.

Vispiego perchè:
le ballette dei funghi, vengono inoculate, utilizzando il mio procedimento, ca. ogni dieci giorni, per cui:
quando debbo entrare nella serra preposta solo per l’incubazione, i pani della terza semina, quelli della prima semina, hanno già venti giorni d’incubazione, che, dovrebbero essere sufficienti per farli togliere e, di conseguenza, metterli nella prima serra di produzione.
Quindi, teoricamente, lo spazio utile che serve, nella serra d’incubazione, è quello atto a raccogliere due semine.Però, l’incubazione, delle volte può essere più lenta del normale, motivo per cui è meglio disporre di uno spazio atto a contenere almeno quattro semine.
Avendo a disposizione un’unica serra climatizzata che fornisce

substrato incubato al ritmo di dieci giorni, posso, con quattro serre, anch’esse climatizzate, effettuare un ciclo di produzione di soli 40 giorni, con due raccolte e forse piu’.
Due raccolte dovrebbero comunque fornire 20/25 kilogrammi di funghi per quintale di substrato.
Da settembre a giugno, posso fare sette cicli, con una resa in funghi che si avvicina a quella del ciclo di 90 giorni. Il tutto con sole cinque serre!
Una grande solo per incubare, e, quattro piu’ piccole, climatizzate, per produrre! Potendo movimentare le ballette, questo ciclo, forse e’ quello piu’ intelligente!

2) FASE D’INCUBAZIONE DEL SUBSTRATO PER FUNGHI PLEUROTUS.
Alla fase d’inoculazione dei pani di substrato, col micelio, segue quella di un

2 celle contigue di sacchi di compost perfettamente incubati
2 celle contigue di sacchi di compost perfettamente incubati

riscaldamento controllato dei medesimi.
I pani, normalmente, vengono disposti dentro delle serre coibentate e climatizzate. Il micelio deve invadere, il più velocemente possibile, il substrato. Per far sì che ciò avvenga, la temperatura ambiente, nelle serre, vengono portate, inizialmente, a seconda del composto, del ceppo seminato, del tasso di semina, a circa 20/25 gradi, o qualche volta, addirittura a 30.
In questo momento entra in gioco l’esperienza del produttore. Lui sa come seguire ed eventualmente intervenire durante la fase d’incubazione!
Le temperature, internamente al substrato, non debbono superare un certo gradiente. Meglio è, se non superiamo di molto i 30 gradi. E’ comunque l’esperienza acquisita nel corso di molti anni, che fa decidere in merito ai gradienti termici e, soprattutto, la varietà del fungo seminato!
Ci sono ceppi che hanno bisogno di temperature molto elevate sino dall’inizio!
Viceversa alcuni ceppi, superando certi gradienti termici, vanno subito in sofferenza!
“QUESTA FASE DI RISCALDAMENTO CONTROLLATO DEI PANI O BALLETTE, VIENE CHIAMATA INCUBAZIONE.”
IN FUNZIONE DEI CEPPI, DEL TASSO DI SEMINA, DELLA RICCHEZZA DEL COMPOSTO, DELLA SUA SELETTIVITA’, DELLA TEMPERATURA AMBIENTE, QUESTA FASE PUO’ DURARE DIECI-VENTI GIORNI CIRCA.”
A circa 10/15 giorni dalla semina, il micelio, se cammina veloce, dovrebbe già aver invaso completamente la balletta di substrato. Delle volte ciò succede anche in 7-8 giorni!
Una incubazione normale, dura, diciamo 15/20 giorni. Se il micelio, non ha chiuso perfettamente(così si dice in gergo), entro questi termini, significa che ci sono dei problemi.
Ci sono ceppi che chiudono in una settimana! Sono normalmente i ceppi estivi che camminano molto veloci!
Questi fruttificano a 15-20 giorni dalla semina.
“Quando dico che il micelio ha chiuso, voglio significare che ha invaso completamente il substrato. La balletta di substrato a questo punto, è diventata completamente bianca e compatta! (diventerà ancora più compatta in fase di suo raffreddamento)”.
Normalmente i laboratori che forniscono il micelio, mettono a disposizione dei propri clienti, Platee ed Aziende a ciclo chiuso, delle cartelle tecniche, entro le quali vengono illustrate tutte le esigenze dei singoli ceppi utilizzati, per ogni fase colturale!
Mi ricordo, molti anni addietro, i laboratori utilizzavano le esperienze vissute e raccontate dai vari coltivatori, per mettere a fuoco bene le loro cartelle tecniche!
Oggi molti marchi famosi di aziende che commercializzano micelio, in giro per il mondo, dispongo di loro laboratori di ricerca, fungaie sperimentali.
Hanno biologi e genetisti a loro disposizione, ricercatori……..!
E’ giusto che sia così!
Quando si semina un ceppo di qualsiasi fungo, questo deve essere al massimo delle sue potenzialità! NON DEVE ESSERE DEBOLE O DEGENERATO!
Nel corso degli anni, quante contestazioni, anche in tribunale, perché si imputava al micelio, la mancanza di produzione , produzioni scarse, deformazioni, arricciamenti dei funghi……! Non sempre si può risalire alle vere cause di certe anomalie produttive. Quello dei funghi è un mondo affascinante, ma, come ho sempre detto, è anche un settore, per certi versi impegnativo! SI ENTRA NEL MONDO DI UNA BIOTECNOLOGIA!
Certi problemi si sono aggravati col fatto che il clima si è modificato. Oggi, di frequente, abbiamo sbalzi di temperature e quindi di umidità. Certi ceppi sono sensibili a queste situazioni e, di conseguenza la loro morfologia è a rischio!
I laboratori che forniscono micelio stanno lavorando anche in questa direzione cercando di migliorare la tenuta dei ceppi sottoposti ad un andamento climatico così’ pazzerello!

Ciao Raoul e Rick.

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Conviene ancora produrre funghi?


Desidero fare alcune considerazioni per quanto riguarda l’attuale compravendita del substrato, ovvero dei pani, da utilizzarsi per la coltivazione dei funghi. Mi domando, ma con gli ultimi aumenti dei carburanti, come potranno acquistare gli autotreni di substrato, le aziende che fanno solo la fase di coltivazione?

Mi riferisco sopratutto a quelle più lontane da “Platee serie” che possono fornire loro, il substrato. L’anno scorso già c’erano numerose lamentele da parte dei coltivatori…..immaginiamoci ora con gli ultimi aumenti decisi dal nostro presidente del Consiglio Monti e, attenzione può darsi che non finisca qui, con gli aumenti.

Molti produttori sono riuniti in vari Consorzi e forniscono la grande distribuzione, ma fino a che punto questo aspetto può compensare gli ultimi maggiori costi di produzione? La grande distribuzione paga, ma non proprio tanto……chissà, forse ci sarà ancora una maggior selezione nell’ambito delle aziende che producono funghi.

Sono dell’ idea che forse ciò che vado asserendo da tempo, ovvero l’assoluta necessità di prodursi il substrato da soli, seppure con un piccolo impianto, fatto in economia, sia la cosa più intelligente!

Lo sappiamo tutti che fare una azienda moderna, grande, a ciclo chiuso costa parecchi soldi e non è da prendersi in considerazione visto i tempi. Forse il costo di un quintale di substrato fatto attraverso un grande e moderno impianto può costare qualcosa meno di quello fatto con un piccolo impianto dove può prevalere ancora il lavoro manuale, però non sempre è così, perchè le variabili possono essere tante, quelle da prendersi in cosiderazione.

Io mi produco substrato con un piccolo impianto che, fatto da me, in economia, mi è costato poco, chiaramente grazie sopratutto, alla mia esperienza industriale del settore.
Se riesco ad acquistare la paglia e tutto il resto …..micelio, sacchi di plastica ad un prezzo ragionevole, la manodopera giusta, un kilo di funghi Pleurotus, mi costa 40/60 centesimi di euro. Come vedete il margine per guadagnare esiste…..ma solo facendo così!

Se si deve acquistare substrato, in questo momento, non so se esiste un margine di gratificazione economica. Ho parlato solo di pleurotus perchè è quello più semplice a farsi ed a coltivare. Non voglio entrare in merito al pioppino od al cardoncello (l’eryngii) che meritano riflessioni diverse. I costi variano chiaramente anche in funzione della località ove si produce, per le diverse situazioni climatiche invernali, in funzione del momento durante il quale si produce.

Per coloro che acquistano poche ballette e che coltivano solo per hobby, per mangiare ciò che produce, va bene qualsiasi prezzo riferentesi alle ballette, sempre comunque ragionevole ed alla portata di chi deve acquistare……

Un impiantino piccolo come il mio che sforna 15 quintali di substrato per ogni pastorizzazione e che non abbisogna di vapore (il mio Knowhow non lo prevede), potrebbe essere l’ideale…..forse radoppiandolo ancora meglio, ma non più grande almeno inizialmente. E’ una dimmensione giusta per una-due famiglie. Lo ritengo un modo intelligente ed economico per fare funghi e, nonostante i tempi, permetterebbe ancora di guadagnare………cordiali saluti …..Riccardo & Raoul

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Nuovo indirizzo per funguscultura è….


Aggiornamento del 10-03-2011: Ciao sono molto contento di tutte le vostre visite sul nostro Blog ma per quanto riguarda il sito http://www.funghi-knowout.com invece all’inizio si c’erano delle vostre visite ma da quando ho messo il primo video di Raoul, mio padre, non ci sono più state visite nessuno ha scaricato il video si a parte qualche amico mio, ma e tutti voi dove siete finiti, guardate che tra non molto sarà disponibile il primo ebook scritto da Raoul, e quello è veramente interessante, e poi seguirà un secondo ebook ancora più approfondito quindi non lasciatevi scappare queste occasioni anche perchè verranno tradotti in inglese dato l’importanza di quello che c’è scritto ed il suo valore d’informazione che nessuno oggi ha, così aggiornato dove Raoul vi svela tutte le sue tecniche passo passo o step by step su come si pastorizza il composto per il Pleurotus Ostreatus ma soprattutto per il Pioppino. Quindi è una rivelazione unica in assoluto. Una prima mondiale di un funghicoltore della portata di mio padre Raoul, il quale ha un’esperienza di 35 anni di funghicoltura alle spalle e che continua a fare funghi e sperimentare con il suo impianto pilota nuovi tipi di substrato ed riesce a fare i pioppini e a preparare un substrato con pastorizzazioni (che rispettano l’ambiente non inquinano e questa è un’innovazione nel settore a cui nessuno fino ad oggi ha pensato). come pochi o nessuno riesce a fare. Quindi il mio consiglio, è di approffittare di questi ebook che tra non molto troverete sul sito funghi-knowout, allora andate sul sito e intanto scaricatevi gratuitamente il primo video di Raoul e poi tra non molto troverete il primo ebook e poi vi dirò quando potrete trovare il 2° ebook. OK? Ciao a tutti e un grande ciao al Kaliffo a Valentina, Cecilia a Italo e tutti gli altri. Riccardo.

www.funghi-knowout.com


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Il potere Nutriceutico dei Funghi! Effetti terapeutici e curativi nei confronti di molte malattie!


Ciao, kaf e tutti. Nutriceutico è la parola d’ordine di oggi, domani e tutto il mese di agosto e +++ . I Cinesi, sono anni che lo dico, i cinesi con la loro cultura millenaria, loro fanno sul serio. Si diceva sino a poco fa “gli americani sono sempre gli americani” con le loro trovate, le loro idee, sono sempre all’avanguardia. Ora incominceremo a dire i “Cinesi sono sempre i Cinesi con la loro cultura millenaria,” “Loro lo sapevano già da prima, ma nessuno gli ha chiesto niente. Ed allora? Niente, non ne sapevamo niente.

C’è voluto Internet, per fortuna oggi c’è, internet, si I N T E R N E T ! E noi, gli internauti.

Spaziando su internet, si riescono a trovare tantissime notizie sui funghi. Uno degli aspetti più interessanti è il loro potere nutriceutico! Cosa significa?

Una vasta gamma di funghi coltivati , esplicano effetti terapeutici, preventivi e curativi nei confronti di molte malattie. I corpi fruttiferi ma, anche i miceli, contengono delle molecole, dei particolari glucani, i quali svolgono azioni benefiche nel nostro organismo.

Molti sono i funghi dotati di questo potere benefico.

Coprinus
Image via Wikipedia

Prevengono tumori, li curano, potenziano il sistema immunitario, lo modulano, abbassano il diabete (coprinus comatus -in foto a sx).

Hanno tantissime altre proprietà che non sto qui ad elencare. Cliccate su micoterapia!   È una cosa eccezionale! Sono millenni che gli asiatici utilizzano i vari poteri dei funghi a scopo terapeutico.

Noi occidentali ci stiamo arrivando adesso. Pensate che esiste la cosidetta TMC, la terapia medicinale cinese, che si avvale dell’uso dei funghi. Oggi però, le azioni benefiche di una certa categoria di funghi è riconosciuta a livello mondiale. Pensate che si abbina la chemioterapia ed l’uso dei principi attivi di alcuni funghi. Gli estratti dei funghi, che ormai vengono commercializzati da aziende specializzate, vengono utilizzati per moltissime patologie.

Persino il prof. Veronesi, famoso oncologo italiano, afferma che i funghi hanno un potere antitumorale più marcato dell’ortofrutta! Esistono pubblicazioni scientifiche che confermano tutte le proprietà terapeutiche dei funghi. La cosa più intelligente è certamente quella di inserirli nella nostra dieta settimanale! Deliziamo il nostro palato e preveniamo alcune patologie.

Le notizie sul potere nutriceutico dei funghi, oggi ci giungono sotto gli occhi, grazie ad internet. Le associazioni dei fungicoltori solo recentemente hanno iniziato, intelligentemente, ad inserire documentazioni , nelle loro riviste di settore. E’ necessario far si che i consumatori si avvicinino sempre più ai funghi, notiziandoli per tutti questi aspetti! Utilizzeremo, speriamo, meno medicinali, e magari, rispetteremo di più la natura che ci regala queste delizie.

Che bello poter dire ai vecchietti che hanno problemi di glicemia elevata, mangiate Coprinus comatus che è ipoglicemizzante!
Penso che questo tipo di fungo lo ricoltiverò. Lo feci per primo, in Italia tanti anni fa, ed ebbe un buon successo.

Funguscultura by funguspleos RML & Company.


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Un Tunnel di Pastorizzazione tuo, oggi puoi! La nuova muffa verde, oggi è il Tricoderma Aggressivum.


Buongiorno a LorSignori, e naturalmente a Pietro alias “Kaliffo”, mio carissimo amico, e tutti quelli che mi leggono. Ci sarà una bella proposta per chi sarà interessato a fare il substrato con il proprio Tunnel di Pastorizzazione, ed i funghi con le proprie serre. Il tutto con un investimento economico alla portata di tutti.

Oggi si parla di Platee ed Aziende a Ciclo Chiuso. Di Trichoderma Viride e Aggressivum!

Lo scrivente da tantissimi anni prepara composto per funghi, sono più di trentacinque anni. Ha girato l’Italia visitando le aziende produttrici di champignon, pleurotus, pioppino, eringi.

L’azienda per la quale lo scrivente lavorava, negli anni 1970, era  ed è tutt’oggi la più grande a livello nazionale. Il contatto continuo con i vari fungicoltori  permette di assimilare ed imparare  tantissimo!

Ritengo, spero di sbagliarmi, che nell’ambito della fungicoltura , con il tempo, ci sarà una selezione. Penso che rimarranno aperte solo quelle che operano a ciclo chiuso. Mi riferisco soprattutto alle aziende che coltivano pleurotus e pioppino.

Il costo di produzione di un kilogrammo di funghi sta diventando sempre più elevato per l’azienda che acquista il composto.

D’altronde, attrezzarsi per fare il composto, significa un investimento iniziale non indifferente. E’ necessario produrre molti funghi perché  questa operazione economica abbia un senso! Creare, oggi, una fungaia nuova, significa un esborso di qualche milione di euro. Penso non sia facile!

La chiusura, anche parziale, di alcune aziende, potrebbe significare, forse, un miglioramento dei prezzi di mercato. Auguriamocelo! Chiaramente mi riferisco ai prezzi!

In questi ultimi anni si sono verificati problemi di tenuta del composto nei confronti delle muffe verdi. Questo aspetto coinvolge chiaramente tutte le aziende che preparano composto: le platee e le aziende a ciclo chiuso di coltivazione.

La comparsa di queste muffe, cosiddette: ” Verdi”, “le muffe Verdi”,  è legata, probabilmente, ad una insufficiente selettività del composto. E’ legata alla formulazione del composto (vari possibili arricchimenti), alla fase di premassa (se viene effettuata o meno,  in quale modo e tempi), al trattamento termico a cui viene sottoposto ( Pastorizzazione) il composto.

Sino a qualche anno fa, il nemico numero uno, per le platee e le aziende che si preparano il composto, era il Trichoderma Viride.

Questo ceppo, quando compariva sui pani di composto, creava danni, ma erano danni in qualche caso limitati, perchè non invadeva completamente i pani.

Questi riuscivano a produrre egualmente, anche  se non al massimo. I danni c’erano ma, delle volte limitati ad una parte dei pani.

Ultimamente, si è verificata la comparsa del trichoderma aggressivum, il quale è un iperparassita, molto difficile da debellare.

Ciao a tutti da FungusPleos alla prox…by RML&Company.


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Funghi: acquistare il substrato già pronto o farlo con il proprio tunnel di pastorizzazione?


Ciao come stai? Io bene grazie, guarda guarda: ma che giovane sono in questa foto, che tempi, che bello, le mie serre a Parigi, si in periferia sulla National 19 a est di Paris si arriva prima a Vernuil l’Etange, dove abitavo, e poi si gira verso Rozay en Brie e vicino c’è un paesino che si chiama Courpalay, famoso per le sue rose che ora non fanno più, ma comunque fanno sempre fiori e in una delle loro dieci serre a Casetta di vetro da cento metri per 25 circa, fanno ancora funghi, non più i pleurotus ostreatus ma i cardoncelli.

Comunque andiamo avanti e leggi questo altro post e se credi che quello che posto sembra esserti utile o hai domande fai pure yo so qua. Ma ti piace sto Blog? Un pochettino, anche poco-poco, me lo fai sapere? Io non lo so cosa pensi se ti interessa se ti piace, potrei sicuramente migliorare, ma cosa e come? Se mi scrivi due righe lo so. Io attendo con pazienza io vado avanti e ti assicuro che quello che scrivo resta. Ciao…..

La prima necessità di ogni azienda che produce funghi, chiaramente, è quella di poterli vendere  in modo continuativo tutti i giorni.

Courpalay, Paris*1981 all'entrata delle serre, da destra: Alberto, Raoul, Rosì e Riccardo (sono io).

I funghi dopo la raccolta vengono refrigerati in cella frigorifera e poi, nelle dovute confezioni, trasporti al mercato all’ingrosso, od, ai centri di raccolta della grande distribuzione. Possono esistere altri canali di vendita, comprese le industrie di trasformazione.
Il vantaggio di servire la grande distribuzione è quello di poter vendere i funghi con una sicura continuità. I  prezzi praticati da questo tipo di acquirenti non sono comunque sempre quelli economicamente più gratificanti! Delle volte anche i tempi di pagamento sono un po’ lunghi.

Ogni azienda  per il marketing, è organizzata in modo diverso a seconda delle proprie necessità o, possibilità. Molti produttori alimentano il mercato ortofrutticolo all’ingrosso. In linea di massima gli operatori del mercato pagano più veloci. I prezzi dei funghi in questo caso, sono, il più delle volte, altalenanti.

Il grado di remunerazione di una azienda che produce funghi, acquistando il composto, la maggior parte delle volte, è in funzione di quanto esso costa franco arrivo, al quintale.

Incidono sull’affermazione precedente, i cicli di produzione scelti, la resa del composto in funghi, i costi della manodopera, la maggiore o minore distanza dai mercati di assorbimento, i costi energetici.

Sacchi di substrato per Pleurotus perfettamente incubati. Foto RL1981

Quando la scelta aziendale è quella di acquistare il composto, chiaramente, è importante che siano presi contatti con le aziende  che lo forniscono. Si dovrà  optare  per quelle considerate, sul mercato,  le più serie e, capaci di fornire un substrato il più produttivo possibile. Molte volte le colpe di un mancato buon esito dell’incubazione e delle rese in funghi insufficienti possono essere anche del funghicoltore!

Colui che coltiva funghi diventa bravo con il passare del tempo.

Deve acquisire esperienza, sensibilità, colpo d’occhio. Possibilmente non deve fare errori importanti che possano pregiudicare il buon esito della coltivazione.

Deve prendere confidenza con i ceppi che coltiva! Le platee che forniscono il composto, propongono a volte dei ceppi nuovi, ritenuti più interessanti per i mercati ma che hanno esigenze colturali diverse dai ceppi che  si utilizzano normalmente.

FungusPleos by R.L.Company Information Sharing.


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Serre ecologiche: funghi morfologicamente più belli.


Composto pieno di funghi in produzione.

Che ne dite di avere una serra così con tutti questi funghi che fai tu. E’ una soddisfazione grande, te lo posso dire, li vedi spuntare come dei puntini neri come la capella di un cerino e poi giorno dopo giorno crescono e crescono, e ti chiedi: “Ma caspita e quanti sono, e dove li metto tutti sti funghi, mamma mia e ti metti a ridere dalla contentezza”. A me è successo proprio così la prima volta.

Ciao! Oggi riprendiamo il discorso sulle serre ecologiche, e delle spese che si devono sostenere con un’azienda che produce funghi, e si capisce che è notevolmente più conveniente prepararsi il composto con il proprio tunnel di pastorizzazione.

Meno costi = più guadagno, «Elementare, Watson!» diceva Sherlock Holmes! Che forte quell’uomo. E così anchè noi con i nostri funghi: cosa stanno aspettando i funghi? Ma di essere coltivati, venduti e mangiati. Quindi bando alle ciance ed andiamo avanti con il secondo Post:

In certe zone ed in certi momenti, con le serre ecologiche, si riescono a produrre dei funghi morfologicamente molto più belli di quelli delle serre coibentate e climatizzate. Il mercato paga questi funghi, anche un euro di più al kilogrammo!

In base al proprio clima ed all’esperienza, ogni coltivatore si attrezza nella maniera più corretta.

E’ il mercato che decide la scelta dei ceppi .

Ogni regione ha delle preferenze, soprattutto per il colore e per la pezzatura. Il produttore si adegua scegliendo, in base alla propria esperienza, i ceppi e le strutture più consone per produrli.

Produrre funghi, seppure con strutture tecnicamente adatte oggi, diventa sempre più difficile! Le cause?

- In primo luogo il costo del composto franco azienda.

- Il trasporto su gomme, a causa degli sempre crescenti aumenti dei carburanti, comincia a pesare in modo non indifferente!

- L’incidenza, per quintale di composto, oscilla, a seconda delle distanze, dai due ai cinque euro.

- Non è poco!

Un altro aspetto non meno importante del precedente è la riuscita del composto.

Intendo sottolineare che, in linea di massima, colui che acquista substrato per funghi dalle platee, non ha mai la certezza matematica che tutto vada a buon fine.

L’acquisto viene fatto in un certo senso, a scatola chiusa!

Non si sa se il composto incuberà in maniera perfetta e, soprattutto, se produrrà funghi nella giusta quantità.

Riteniamo però che, oggettivamente, non sempre, la colpa della non perfetta incubazione e produzione si possa addossare solamente alle aziende che forniscono il composto.

Molte possono essere le cause di certe anomalie del substrato.

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